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Discussione: La petizione online e il concorso per ricercatore riparte da zero

  1. #1
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    Exclamation La petizione online e il concorso per ricercatore riparte da zero

    La petizione online e il concorso per ricercatore riparte da zerodi Fabio Savelli
    Sui social network è comparso persino il nome di chi avrebbe vinto il concorso per ricercatore in Economia Politica alla facoltà di giurisprudenza dell’Amedeo Avogadro di Alessandria (fa parte dell’ateneo Piemonte Orientale). Tra i tredici candidati l’incarico di ricercatore, uno degli ultimi banditi prima dell’entrata in vigore della riforma Gelmini, sarebbe andato a colei che «presentava meno titoli», si legge tra gli infiniti sentieri del web.
    E gli interessati internauti hanno così sottoscritto una petizione online indirizzata al rettore dell’ateneo, Paolo Garbarino, per fare luce sulla vicenda. Il gruppo dei partecipanti (esclusi) al concorso aveva persino in mente di preparare una lettera di diffida nei confronti del preside di facoltà, Salvatore Rizzello e membro della commissione giudicatrice, ritenuto evidentemente responsabile di una selezione poco trasparente.
    Alla fine il polverone alzato da coloro che si sentivano ingiustamente esclusi dalla procedura ha indotto il rettore Garbarino a rinviare i verbali della procedura concorsuale alla Commissione che ora valuterà i rilievi formali mossi dal numero uno dell’ateneo e agirà di conseguenza.
    La legge non prevede infatti che il rettore possa sindacare sul merito della selezione, ma Garbarino ha ritenuto di dover rilevare delle inadempienze sulla riunione preliminare della commissione (quella che ha stabilito i criteri valutativi del concorso) e il richiamo, se accolto, comporterà la ripresa della selezione dall’inizio (ovviamente con altri criteri di merito).
    Dal canto suo il preside Rizzello – sentito dalla Nuvola del Lavoro – ha spiegato in una lettera inviata al presidente della Società italiana degli Economisti, prof. Alessandro Roncaglia, i motivi che hanno indotto la Commissione ad adottare precisi criteri selettivi alla base – dice lui – della levata di scudi da parte degli esclusi.
    Spiega Rizzello: «La valutazione comparativa è una procedura molto complessa che deve tener conto dei requisiti di ammissione, i titoli, le pubblicazioni, l’attività didattica e di ricerca». Ma il motivo del contendere sarebbe tutto nel criterio valutativo delle pubblicazioni, soprattutto quello che riguarda la collocazione editoriale degli scritti, che si avvale dell’uso di indici bibliometrici.
    Qui la discrezionalità regna e la loro efficacia è oggetto di dibattito anche a livello internazionale. Ad ogni modo il preside Rizzello non ci sta a passare dalla parte di chi privilegia qualcuno e ha annunciato di voler chiedere al consiglio della facoltà di Giurisprudenza le dimissioni come membro designato della Commissione. Per ora i candidati adepti del web cantano vittoria per i rilievi mossi dal rettore e si preparano, forse, a un concorso nuovo di zecca.

    fonte: La petizione online e il concorso per ricercatore riparte da zero | La nuvola del lavoro
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    Montesquieu: «Il potere corrompe, il potere assoluto corrompe assolutamente ... Tutto sarebbe perduto se lo stesso uomo, o lo stesso corpo di maggiorenti, o di nobili, o di popolo, esercitasse questi tre poteri: quello di fare le leggi, quello di eseguire le decisioni pubbliche, e quello di giudicare i delitti o le controversie dei privati ... Siccome tutte le cose umane hanno una fine, lo Stato di cui parliamo perderà la sua libertà, perirà. Roma, Sparta e Cartagine sono pur perite. Perirà quando il potere legislativo sarà più corrotto di quello esecutivo».

    Kant: «La ragione umana, anche senza il pungolo della semplice vanità dell'onniscienza, è perpetuamente sospinta da un proprio bisogno verso quei problemi che non possono in nessun modo esser risolti da un uso empirico della ragione... e così in tutti gli uomini una qualche metafisica è sempre esistita e sempre esisterà, appena che la ragione s'innalzi alla speculazione».

  2. #2
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    che stranooooooooo!!! fortuna che sono solo casi isolati
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    Montesquieu: «Il potere corrompe, il potere assoluto corrompe assolutamente ... Tutto sarebbe perduto se lo stesso uomo, o lo stesso corpo di maggiorenti, o di nobili, o di popolo, esercitasse questi tre poteri: quello di fare le leggi, quello di eseguire le decisioni pubbliche, e quello di giudicare i delitti o le controversie dei privati ... Siccome tutte le cose umane hanno una fine, lo Stato di cui parliamo perderà la sua libertà, perirà. Roma, Sparta e Cartagine sono pur perite. Perirà quando il potere legislativo sarà più corrotto di quello esecutivo».

    Kant: «La ragione umana, anche senza il pungolo della semplice vanità dell'onniscienza, è perpetuamente sospinta da un proprio bisogno verso quei problemi che non possono in nessun modo esser risolti da un uso empirico della ragione... e così in tutti gli uomini una qualche metafisica è sempre esistita e sempre esisterà, appena che la ragione s'innalzi alla speculazione».

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