Puglia : il Governo impugna la legge sull'integrazione degli stranieri
Alcune norme ritenute illegittime in quanto eccedenti la competenza regionale.
Il Consiglio dei Ministri ha impugnato la legge n. 32/2009 della regione Puglia che prevede norme per l’accoglienza, la convivenza e l’integrazione degli immigrati nella regione, nella parte in cui estende una serie di interventi alcuni dei quali eccedenti la competenza regionale, agli immigrati presenti, a qualunque titolo, sul territorio della Puglia.
Nella nota il Ministero Affari Regionali afferma che la Regione nella normativa recentemente approvata " comprende anche gli immigrati privi di permesso di soggiorno, pertanto gli irregolari e i clandestini.La Corte Costituzionale ha più volte dichiarato che la disciplina e le agevolazioni sul soggiorno degli stranieri che dimorano irregolarmente nel territorio nazionale incide sulla materia del diritto di asilo, della condizione giuridica dei cittadini di Stati non appartenenti all’Unione Europea e, più in generale, dell’immigrazione, riservata allo Stato ai sensi dell’art.117, comma 2, lett. a) e b) della Costituzione. (Sentenze della Corte Costituzionale n.300/2005, n.156/2006 e n.50/2008).Si deve evidenziare che per le medesime ragioni, il Governo ha impugnato la legge n.29/2009 della regione Toscana, il cui ricorso è pendente in Corte Costituzionale.Analoga impugnativa il Governo ha altresì deliberato per la legge n.13/2009 della regione Marche, ma successivamente, con la legge n.28/2009 la regione Marche ha abrogato le disposizioni censurate ed il Governo ha deliberato in data odierna la rinuncia all’impugnativa.E’ evidente pertanto che, ove le regioni Puglia e Toscana abrogassero le norme ritenute illegittime in quanto eccedenti la competenza regionale, il Governo procederebbe tempestivamente alla rinuncia delle impugnative, facendo venir meno così il contenzioso in Corte Costituzionale."
E’ la legge n. 32 del 4 dicembre 2009 recante nuove “Norme per l’accoglienza, la convivenza civile e l’integrazione degli immigrati in Puglia”, con cui la Regione disegna e codifica il contesto di principi, di approcci culturali e di diritti da rendere esigibili per tutti i cittadini stranieri immigrati, abrogando la precedente legge regionale 15 dicembre 2000, n.26 “Conferimento di funzioni e compiti amministrativi in materia di immigrazione extracomunitaria”.
La legge mira a garantire l’effettiva realizzazione dell’integrazione e della piena inclusione sociale degli immigrati in Puglia sotto tutti gli aspetti : dall’accesso all’abitazione, al lavoro, all’istruzione e alla formazione professionale, al credito bancario, alla conoscenza delle opportunità connesse all’avvio di attività autonome e imprenditoriali, alle prestazioni sanitarie e socio-assistenziali.
Per il perseguimento di tali obiettivi è fondamentale la promozione di attività di mediazione interculturale, già in fase di concreta realizzazione e che la nuova legge ora prevede espressamente e regolamenta.
Nella definizione dell’assetto istituzionale che costituisce l’impalcatura del nuovo approccio alle politiche relative all’immigrazione, la legge n.32/2009 istituisce due nuovi organismi regionali con compiti diversi, ma concorrenti allo studio ed alla elaborazione di queste politiche: la Consulta regionale per l’integrazione degli immigrati, con funzioni propositive in ambito di programmazione e legislativo, e l’Osservatorio regionale sull’ immigrazione e diritto d’asilo, con funzioni di monitoraggio sui flussi migratori.
La legge, dichiarata urgente, è pubblicata nel Bollettino ufficiale regionale n. 196 del 07 dicembre 2009.



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