Decreto Monopattici Elettrici, Dov’è Possibile Circolare

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Zone di circolazione, limiti di velocità, patente e accessori richiesti dal decreto monopattini elettrici

Monopattini elettrici, hoverboard, segway e monowheel, negli ultimi tempi hanno invaso le strade delle città italiane, segnando nella mobilità urbana una vera e propria rivoluzione, verde sicuramente, perché i mezzi non vanno a benzina, ma sregolata, dato che si tratta di veicoli non contemplati nel Codice della Strada, che di fatto - non prevedendoli - ne proibiva la circolazione. Ecco perché il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) ha deciso di intervenire, approvando nel luglio 2019 un decreto, che dà il via libera alla sperimentazione di quella che viene definita micromobilità elettrica e passa la palla ai Comuni, chiamati a regolamentarne la circolazione entro un anno. Alcuni, tra cui il Comune di Milano, lo hanno già fatto. Vediamo allora quali sono i paletti fissati dal decreto del Mit e quali le regole decise dalle amministrazioni che hanno già deliberato.

Decreto Monopattini Elettrici: Cosa Prevede

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Il decreto monopattini elettrici dà il via a un periodo di sperimentazione, in cui è consentita nelle strade delle città italiane la circolazione di veicoli che fino ad ora erano vietati dal Codice della Strada. Si tratta, oltre che dei monopattini elettrici, degli hoverboard, le tavole che grazie a una combinazione di informatica, elettronica e meccanica riescono ad autobilanciarsi, dei segway, i mezzi simili ai precedenti, ma dotati di manubrio e dei monowheel, i monoruota elettrici.

I mezzi potranno circolare solo in ambito urbano e previa delibera comunale. Il decreto fissa già, però, dei paletti sulle aree in cui saranno consentiti, i limiti di velocità che dovranno rispettare, le specifiche dei mezzi e i requisiti per guidarli.

Dove possono circolare

  • Monopattini elettrici, hoverboard, segway e monowheel possono circolare sulle aree pedonali, ma a velocità inferiore a 6 km/h
  • Monopattini elettrici e segway possono viaggiare anche lungo percorsi pedonali e ciclabili o su piste ciclabili in sede propria e su corsia riservata, sempre a velocità inferiore ai 6 km/h.
  • Monopattini elettrici e segway, infine, possono percorrere anche zone a 30 km/h e strade con limite di velocità di 30 km/h, a una velocità inferiore ai 20 km/h.

I limiti di velocità non valgono per i mezzi in dotazione alla polizia stradale.

Specifiche sui dispositivi

Tutti i mezzi per circolare devono:

  • Riportare marcatura CE ai sensi della direttiva eurooea 2006/42/CE;
  • Essere dotati di regolatore di velocità configurabile in funzione dei limiti di velocità previsti;
  • Il motore elettrico deve avere una potenza massima non superiore a 500 W;
  • I mezzi non possono essere dotati di posto a sedere, ma devono essere utilizzati esclusivamente in piedi;
  • Da mezzora dopo il tramonto, per tutta la notte e anche di giorno, se le condizioni atmosferiche lo richiedono, possono circolare solo i mezzi provvisti di luce anteriore bianca o gialla fissa e posteriormente di catadiottri rossi e di luce rossa fissa. Se non ne fossero dotati, devono essere trasportati a mano.
  • I conducenti di segway e monopattini elettrici che circolano su piste ciclabili o strade a 30 km/h dopo il tramonto e fino a mezzora prima dell’alba devono indossare il giubbotto o le bretelle retroriflettenti ad alta visibilità.

Chi può guidarli 

Limiti riguardano anche gli “utilizzatori”: i mezzi possono essere usati solo da maggiorenni o da minorenni over 14 con il patentino.

Non è obbligatorio l’uso del casco.

Sanzioni

Attenzione: per chi viola le regole, sono previste anche delle sanzioni, che partono da 26 euro

Decreto Monopattini Elettrici, le Delibere dei Comuni

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Come detto, il decreto monopattini elettrici del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti consente la circolazione a mezzi che finora erano vietati sulle strade italiane, fissa dei paletti, ma di fatto passa la palla ai Comuni. Un punto quest’ultimo che dev’essere molto chiaro: la micromobilità sarà consentita solo nei territori dei Comuni che hanno scelto o sceglieranno entro un anno dalla pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale, cioè entro il 27 luglio 2020, di aderire alla sperimentazione lanciata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. I Comuni che autorizzano la sperimentazione devono comunicarlo al Ministero entro 30 giorni. Il periodo di sperimentazione può durare da un minimo di 12 fino a un massimo di 24 mesi. Al termine dei primi 3 mesi, inoltre, le amministrazioni devono fare un primo bilancio e inviarlo al Ministero.

I Comuni che aderiscono alla sperimentazione prevista del decreto monopattini elettrici devono:

  • Istallare in corrispondenza del centro abitato il segnale sperimentale che indica le zone in cui possono circolare i mezzi oggetto della sperimentazione; 
  • Prevedere una campagna d’informazione nel proprio territorio in corrispondenza di infrastrutture di trasporto, ricadenti nel proprio centro abitato, destinate allo scambio modale quali porti, aeroporti, stazioni ferroviarie, autostazioni.

Ulteriori disposizioni sono previste dal decreto monopattini elettrici per i Comuni che istituiscono o affidano a servizi di noleggio, anche in free floating, dei dispositivi di micromobilità elettrica in condivisione, che devono:

  • definire aree per la sosta dei mezzi, in particolare nei punti di scambio più elevato, per garantire una fruizione più funzionale ed evitare l’intralcio di marciapiedi e aree pedonali con dispositivi abbandonati in posizioni non consentite e non sicure per i pedoni;
  • Prevedere, nell’istituzione o nell’affidamento del servizio di noleggio, l’obbligo di coperture assicurative per l’espletamento del servizio stesso.
  • Rendere obbligatoria da parte delle società responsabili del servizio adeguata azione d’informazione nei confronti degli utenti, riguardo le regole di utilizzo, come quelle per la sicurezza, sulla velocità e sulle modalità di sosta consentite.

Decreto Monopattini Elettrici, il caso di Milano

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Dopo l’entrata in vigore del decreto monopattini elettrici, la città che ha fatto più parlare di sé è Milano: il capoluogo lombardo è infatti quello che negli scorsi mesi è stato maggiormente “invaso” di mezzi di micromobilità e servizi che li offrono in sharing. Una circolazione che necessitava di essere regolata, ma non vietata, dal momento che monopattini elettrici, hoverboard, segway e monowheel offrono un’alternativa funzionale e green alla mobilità urbana. L’amministrazione comunale, consapevole di questo, ha immediatamente deciso di aderire alla sperimentazione lanciata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e ha approvato una delibera di giunta a riguardo nel primo giorno utile per farlo. Al momento a Milano la circolazione è consentita:

  • A monopattini, segway, hoverboard, skateboard e monoruote nelle aree pedonali a una velocità non superiore ai 6 Km/h.
  • Nella delibera è previsto inoltre che la sperimentazione sia allargata a piste ciclabili, percorsi ciclabili e ciclopedonali e Zone 30 con limite di velocità a 20 chilometri orari, ma solo una volta posati i cartelli (circa 200), così come richiesto dal decreto monopattini elettrici.

Cos’è successo quindi a Milano dopo il 27 luglio? I mezzi, che fino al giorno prima erano in realtà vietati dal Codice della Strada, ma di fatto circolavano in modo incontrollato ovunque, hanno iniziato a venire fermati e sanzionati, se trovati a viaggiare in zone non permesse o a una velocità superiore di quella consentita. 

Nella settimana di ferragosto, inoltre, l’amministrazione ha inviato una lettera alle società che già offrono servizi di micromobilità in sharing a Milano, diffidandoli dal proseguire la loro attività, fino a quando la giunta non approverà le prescrizioni a cui dovranno obbligatoriamente attenersi.

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