Report Azienda: Bilancio, Fatturato e Rating

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Attraverso un report azienda si possono conoscere l’indice di affidabilità, bilancio, fatturato e la presenza di eventuali protesti

Vuoi fare affari con una società, ma essere sicuro che sia affidabile? Il modo migliore è fare una ricerca accurata, chiedendo un report azienda completo. In questo modo potrai conoscere, oltre ai dati identificativi dell’impresa, come l’elenco dei soci, il suo statuto, i titolari di cariche e qualifiche, anche il rating, vale a dire l’indice di affidabilità della società in questione, il suo bilancio, il suo fatturato e soprattutto la presenza di eventuali pregiudizievoli o protesti, un documento che ti permette di sapere se l’azienda è stata insolvente negli ultimi 5 anni.

Il report azienda è utile anche per lo stesso titolare, che in questo modo può scoprire come viene percepito all’esterno attraverso dati oggettivi ed eventualmente correggere il tiro, per aprirsi nuove possibilità di affari e aumentare le sue possibilità di accesso al credito. Vediamo allora i principali documenti contenuti nel report azienda.

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Report Azienda: il Bilancio

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Croce e delizia degli imprenditori di tutto il mondo, il bilancio è l’insieme dei documenti contabili che l’impresa per legge deve redigere periodicamente (generalmente ogni anno) per fotografare in maniera chiara, corretta e veritiera la propria situazione patrimoniale e finanziaria. Si sente parlare spesso di ‘bilancio d’esercizio’, perché l’analisi si riferisce a un periodo di tempo dato, che solitamente corrisponde all’anno solare. Il bilancio ha lo scopo di analizzare proprio l’andamento economico e finanziario, oltre che lo stato patrimoniale e la struttura societaria di un’azienda, nel corso di un anno. 

Ma di quali informazioni si compone il bilancio aziendale? Ecco la lista di quelle che devono essere contenute:

- lo Stato Patrimoniale, cioè il documento che riporta il valore di beni e capitale che l’azienda ha a disposizione in un dato momento e include le risorse e le obbligazioni. 

- il Conto Economico, cioè il documento che contiene tutti i ricavi e i costi di competenza del bilancio di esercizio. Dalla loro differenza si ottiene il risultato economico dell’esercizio che può essere in perdita o in utile.

- la Nota Integrativa, che ha la funzione di descrivere la modalità con cui la gestione di esercizio è stata svolta, completando così i dati dei prospetti contabili. 

Nella nota integrativa si devono obbligatoriamente indicare:

  1. criteri applicati nella valutazione delle voci di bilancio;
  2. variazioni intervenute delle voci dell’attivo e del passivo;
  3. elenco delle partecipazioni;
  4. ammontare globale dei debiti di durata residua superiore a cinque anni;
  5. ammontare degli oneri finanziari imputati nell’esercizio a voci dell’attivo;
  6. ammontare dei proventi da partecipazioni, diversi dai dividendi;
  7. azioni di godimento, obbligazioni convertibili in azioni e titoli emessi dalla società, specificando il loro numero e i diritti che essi attribuiscono.

- la Relazione sulla gestione, che contiene le attività di ricerca e sviluppo, i rapporti con le imprese, il numero delle azioni, i fatti di rilievo, l'evoluzione della gestione, gli obiettivi, i rischi, le sedi secondarie della società.

In Italia hanno l’obbligo di depositare il bilancio in Camera di Commercio tutte le società di capitali, come S.p.a., S.a.p.a., S.r.l. o S.r.l.s. entro 4 mesi dalla chiusura dell’esercizio sociale. Attraverso la Banca Dati della Camera di Commercio, quindi, è possibile  ottenere il bilancio, uno dei documenti principali del report azienda.

Per avere il documento comodamente a casa propria, ci si può servire di un’agenzia online che effettua il servizio, che eventualmente può fornire anche un’analisi del bilancio aziendale, uno strumento informativo completo e approfondito, che consente di conoscere il reale stato economico-finanziario delle società. Riporta dati anagrafici, dimensioni dell’impresa, dati medi del settore merceologico d'appartenenza, 5 categorie di indici per la valutazione dell’andamento aziendale, il confronto dei dati dell’azienda con le medie del settore merceologico e, se disponibili, i commenti del Dipartimento di Economia Aziendale dell'Università di Bologna sulla situazione dell'azienda e del settore.

Report Azienda: il Fatturato

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Il fatturato di un’azienda è un’informazione chiave da conoscere se si sta pensando di allargare i propri giri d’affari e si vuole ottenere il report azienda. Il dato è fondamentale anche per il titolare dell’impresa, per capire l’andamento del proprio business. Il fatturato, infatti, viene spesso utilizzato in rapporto ad altre grandezze del bilancio d’esercizio, per la costruzione di indici economico-finanziari, come quello di redditività o il fatturato per dipendente, che misura il rapporto costo del personale/fatturato. Detto anche ‘volume d’affari’, il fatturato altro non è che l’ammontare di tutte le fatture emesse nel periodo d’esercizio preso a riferimento, sia quelle delle vendite sul mercato interno che su quello esterno. Il valore del fatturato si intende:

  • al netto dell’Iva fatturata ai clienti;
  • al netto di abbuoni e sconti esposti in fattura;
  • al lordo delle spese come trasporti, imballaggi, eccetera;
  • al lordo delle altre imposte addebitate ai clienti, come l’imposta di fabbricazione. 
  • Sono escluse dal fatturato le vendite dei capitali fissi dell’impresa.
  • Sono comprese nel fatturato anche le vendite di prodotti non trasformati dall’imprese e le fatture per prestazioni di servizi o lavorazioni eseguite per conto terzi. 

Attenzione, però, a non confondere il fatturato con il totale del denaro entrato nelle casse dell’azienda, dal momento che l’emissione di una fattura non è necessariamente contemporanea al pagamento.

Report Azienda: il Rating

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Si sente spesso parlare di rating, che altro non è che una classificazione, con cui si valuta il rischio finanziario di un titolo, ma anche di un Paese, così come di un’impresa. Il rating aziendale, in particolare, è l’indicatore sintetico dell’affidabilità di un’azienda e della sua solvibilità, cioè della sua capacità di assolvere i debiti contratti nei tempi prestabiliti dall’accordo sottoscritto. 

Il rating aziendale è stato introdotto dagli accordi di Basilea II, che hanno permesso alle banche di concedere crediti alle imprese proprio in funzione del loro indice di affidabilità. Per questo il rating aziendale indica il valore che viene assegnato all’impresa, su cui basarsi, prima di concederle un credito, valutando in anticipo il rischio che questa non saldi il proprio debito. È quindi un dato fondamentale se si vuole avere il report di un’azienda, perché valuta appunto quanto questa sia affidabile.

Un valore utile da conoscere non solo per le banche, ma anche per i privati o le altre aziende che vogliano fare affari con la società di cui si vuole conoscere il rating e anche per il titolare di quest’ultima, che può sapere così quali sono le sue condizioni di accesso al credito

Report Azienda: la Visura Protesti

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Se si vuole avere un report azienda, è essenziale sapere se questa nel recente passato è stata insolvente. Per farlo esiste un modo semplice: richiedere una visura protesti, un documento che contiene l’elenco dei protesti (cioè il mancato pagamento di un titolo di credito, come assegni, cambiali e vaglia postali) a carico di una persona o di un’azienda registrati negli ultimi 5 anni presso le Camere di Commercio.

La visura protesti è un documento rilasciato dalla banca dati telematica della Camera di Commercio nel quale sono riportate:

  • Le informazioni relative ai mancati pagamenti di titoli di credito. 
  • Il tipo di effetto, l’importo, la data di apertura, la data di scadenza, il luogo di apertura e la Camera di Commercio a cui è iscritta la persona o l'azienda; 
  • il numero di repertorio e il motivo del mancato pagamento. 

Se hai lasciato indietro il pagamento della rata del mutuo e temi che questo possa incidere negativamente sui tuoi affari, non preoccuparti: non sarebbe da considerarsi un protesto. Il mancato pagamento della rata di un mutuo o di una qualsiasi altra rata genera solo una segnalazione alla ‘Centrale dei rischi’, che supporta il sistema bancario nella gestione delle politiche di prestito e di controllo dei rischi creditizi. 

C’è una differenza, infatti, tra protestati e cattivi pagatori: i primi sono coloro che nei passati 5 anni (oltre questo termine il protesto viene infatti cancellato in modo automatico) hanno avuto un protesto, perché non hanno pagato un titolo di credito. I cattivi pagatori, invece, sono coloro il cui nome risulta in particolari registri e archivi, in conseguenza di problemi avuti con un Istituto di credito o ritardi nella restituzione di una somma prestata o della rata di un finanziamento.

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