Riforma del Catasto: cosa potrebbe succedere?

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Una riforma, quella del Catasto, rimandata dal 1989 più e più volte a causa delle possibili importanti conseguenze sul piano fiscale. Ma perché è necessario riformarlo e cosa potrebbe cambiare con le modifiche attualmente in studio.

Perché riformare il Catasto

È da circa 25 anni che si parla della necessità di riformare il catasto, ma nessun Governo ha mai affrontato l’argomento. “Tra le ragioni che spingono a inserire il Catasto nella riforma non c’è tanto un aumento del gettito sul mattone, ma l’esigenza di affrontare i tanti problemi di equità”, sottolinea il Sole 24 Ore. Il problema è che spesso immobili d’epoca di pregio nelle zone centrali delle città sono trattati molto meglio di edifici che hanno un minor valore effettivo ma hanno il “difetto” di essere più recenti, e di essersi quindi vista attribuire una rendita più vicina alla realtà.

Cosa potrebbe cambiare con la riforma del Catasto

Per avere tutti i dettagli sulla riforma del catasto bisognerà attendere la legge delega. Tra le misure allo studio sembrano prendere quota le seguenti:

  1. revisione delle categorie: gli immobili verrebbero divisi nelle seguenti categorie che sono trattate con criteri diversi:
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  2. passaggio dal vano al metro quadrato: in questo modo si rende più equa la differenza tra immobili con meno vani piuttosto grandi, rispetto alle case moderne e cittadine che solitamente scontano un numero di vani maggiore e un numero di metri quadri minori.
  3. aggiornamento degli estimi catastali: vanno aggiornate costantemente le banche dati immobiliari con le informazioni provenienti dalla dichiarazione dei redditi

La riforma del catasto affronterebbe poi il problema dei cosiddetti “immobili fantasma”: sul tema l’agenzia delle Entrate già da qualche anno ha avviato i controlli con l’aerofotogrammetria: i risultati sovrapposti alle mappe catastali hanno trasformato in certezza il sospetto di una vasta area oscura del parco immobiliare - gli ultimi dati disponibili parlano di 2 milioni di particelle non dichiarate con circa 1,2 milioni di unità immobiliari in più - e hanno alimentato il progetto di fissare nella delega un principio che renda strutturale questa caccia alle case fantasma.

L’obiettivo, in ogni caso, è arrivare a un’imposizione più equa, con dati aggiornati in base alle ultime dichiarazioni dei redditi. Visto che il valore degli immobili in questo momento è altamente sbilanciato a causa del sistema, la riforma dovrebbe fare in modo che per gli immobili di pregio in centro città si paghi di più, a prescindere da quando siano stati costruiti, rispetto a un edificio nuovo in periferia.

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