Bonus Affitto per Famiglie in Difficoltà

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Requisiti, modalità e documenti per poter richiedere il Bonus Affitto 

Di punto in bianco una famiglia si ritrova con uno stipendio in meno e non riesce più a far fronte alle spese dell’affitto: per evitare o ritardare la procedura di sfratto, lo Stato ha predisposto dei Bonus Affitto, con cui contribuisce a saldare i mesi di morosità. È un contributo che si rivolge a famiglie con un ISEE inferiore ai 26mila euro (salvo eccezioni che dipendono dai Comuni) e che non vivono in immobili di lusso. Per poter usufruire del Bonus Affitto bisogna dimostrare che le difficoltà di pagamento sono causate da gravi motivi indipendenti dalla propria volontà. Lo Stato ogni anno stabilisce con la legge di Stabilità quante risorse destinare al contributo, finanziando il Fondo Morosità Incolpevole e il Fondo nazionale sostegno all'accesso alle abitazioni in locazione. Le richieste vengono poi gestite a livello di Comuni, fino a esaurimento delle risorse disponibili. La priorità viene data alle categorie più in difficoltà, come le famiglie con figli minori o di cui fanno parte anziani o disabili.

Che Cos’è il Bonus Affitto

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Il Bonus Affitto è un contributo straordinario che lo Stato concede alle famiglie che per diversi e gravi motivi indipendenti dalla loro volontà non riescono a far fronte alle spese dell’affitto di casa. L’aiuto, che viene erogato dallo Stato attraverso i Comuni, proviene dal Fondo Morosità Incolpevole, istituito con il decreto anti-sfratti 2013 e annualmente rifinanziato con la legge di Bilancio. Accanto a questo, lo Stato ha istituito un secondo fondo, il Fondo Nazionale Sostegno all’Accesso alle Abitazioni in Locazione. Vediamo in cosa consistono i due Bonus Affitto. 

Fondo Morosità Incolpevole

Il Fondo Morosità Incolpevole, istituito dal decreto anti-sfratti del 2013 e annualmente rifinanziato tramite la legge di Stabilità, eroga dei contributi per le famiglie residenti in Comuni ad alta tensione abitativa, che non riescono a far fronte alle spese dell’affitto e rischiano per questo di venire sfrattate. 

Anche se il Fondo è nazionale, il Bonus Affitto viene gestito dai Comuni, che emettono specifici bandi. La modalità di calcolo dell’entità del contributo è la stessa in tutta Italia e dipende dall’esito della procedura di sfratto. Esistono tre casi diversi: 

  1. Rinuncia allo sfratto: se il proprietario di casa cambia idea sullo sfratto, il Bonus Affitto corrisponde alla morosità pregressa, fino a un massimo di 8.000 euro.
  2. Proroga dello sfratto: se il proprietario decide invece di rimandare di qualche mese lo sfratto, il Bonus Affitto è pari al numero di mesi di proroga, non inferiori comunque a 6 + 3 mesi di morosità pregressa.
  3. Nuovo contratto di locazione: l’ultima ipotesi è quella in cui il proprietario non faccia passi indietro sullo sfratto, ma l’inquilino moroso riesca a stipulare un contratto di locazione per un alloggio diverso. In questo caso il Bonus Affitto è pari a 3 mensilità del nuovo contratto

Fondo nazionale sostegno all'accesso alle abitazioni in locazione

Come il Fondo Morosità Incolpevole, anche il Fondo nazionale sostegno all'accesso alle abitazioni in locazione, che è stato istituito in un secondo momento, è dello Stato, ma viene gestito direttamente dai Comuni. L’entità del contributo, però, si calcola in maniera univoca: il Bonus Affitto è pari alla differenza tra il canone di locazione per un alloggio di residenza popolare e il canone di affitto pagato per la propria abitazione. 

A Chi Spetta il Bonus Affitto

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Il Bonus Affitto spetta a famiglie che per motivi gravi e indipendenti dalla loro volontà, non riescono più a pagare il canone di locazione e sono a rischio sfratto. Questo non basta: il contributo non spetta per ogni tipo di abitazione e a prescindere dal reddito famigliare. 

Requisiti per accedere al Fondo Morosità Incolpevole

  1. Cause gravi: la morosità dev’essere giustificata da validi motivi, quali:
  • Licenziamento o riduzione dell’orario di lavoro;
  • Cassa integrazione;
  • Mancato rinnovo del contratto a tempo determinato;
  • Cessazione, per causa di forza maggiore, di attività lavorativo autonoma;
  • Infortunio o decesso di un componente della famiglia, che concorreva al reddito del nucleo.
  1. ISEE: l’indicatore del reddito familiare, che in questa guida vi spieghiamo come calcolare, dev’essere inferiore a 26mila euro
  2. Altri immobili: nessun componente del nucleo familiare deve avere la proprietà, l’usufrutto o l’uso di un’altra abitazione nella stessa provincia di quella per la quale non si richiede il Bonus Affitto;
  3. Sfratto: per richiedere il Bonus Affitto occorre aver ricevuto l’atto di convalida dello sfratto per morosità;
  4. Registrazione contratto di locazione: il contratto di affitto dev’essere regolare, altrimenti non si ha diritto al contributo. Qui la nostra guida sulla registrazione di un contratto d'affitto.
  5. Categoria catastale: l’abitazione per cui si richiede il Bonus Affitto non dev’essere di lusso o di pregio. In particolare non deve rientrare nelle categorie catastali A1, A8 e A9. Per conoscere la categoria della casa, è sufficiente richiedere una visura catastale dell’appartamento;
  6. Residenza: la famiglia deve essere residente da almeno un anno nella casa da cui rischia di venire sfrattata; 
  7. Cittadinanza: per ottenere il Bonus Affitto è richiesta la cittadinanza italiana o di un paese dell’Unione europea. Per gli extracomunitari, è necessario il permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo.

Criteri preferenziali: a parità di requisiti e in vista dell’esaurimento delle risorse disponibili per il Bonus Affitto, la legge dà la priorità ai nuclei familiari in cui c’è la presenza di:

  • Un minore;
  • Un anziano over 70;
  • Un invalido almeno al 74%; 
  • Un famigliare in carico ai servizi sociali o alle ASL.

Priorità: nella concessione del Bonus Affitti per inquilini morosi viene data priorità a coloro che, sotto sfratto esecutivo, riescono a stipulare un nuovo contratto di locazione a canone concordato.

Requisiti per il Fondo nazionale sostegno all'accesso alle abitazioni in locazione

Sono gli stessi del Fondo Morosità Incolpevole, a cui si aggiunge:

  • Non essere assegnatari di alloggi di edilizia residenziale pubblica; 
  • La famiglia non deve aver ricevuto per l’anno in corso altri aiuti e contributi affitto;
  • Reddito ISEE: la soglia non è la stessa in tutta Italia, ma viene stabilita dal singolo Comune.

Bonus Affitto: Documenti e Come Richiederlo

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Il Bonus Affitto va richiesto direttamente al Comune di residenza, che stabilisce modalità e tempi e procede alla verifica dei requisiti necessari per ottenere il contributo. Per avere informazioni, ci si può rivolgere direttamente ai Municipi o ai sindacati degli inquilini, come Sunia, Sicet e Unione Inquilini. 

Per quanto riguarda la documentazione necessaria, salvo particolari richieste fatte dai singoli Comuni, generalmente alla richiesta del Bonus Affitto vanno allegati i seguenti documenti:

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