Come Rottamare l’auto e avere accesso agli incentivi per auto elettriche e ibride

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Con la rottamazione di una vecchia auto potrai accedere a maggiori incentivi per l’acquisto di auto elettriche e ibride.

Con il 2021 sono arrivati i nuovi incentivi rottamazione auto, acquistando auto nuove a basso impatto ambientale.

Nel caso di auto elettriche ed ibride plug-in con emissioni di CO2 da 0 a 20 grammi ogni chilometro, lo sconto viene concesso con e senza rottamazione, mentre per i veicoli Euro 6 con emissioni di CO2 da 61 a 135 grammi al km è necessaria la rottamazione di una vecchia auto con almeno 10 anni di vita. Diversi gli importi e la durata: il contributo vale per tutto il 2021 per i veicoli elettrici ed ibridi, fino a giugno 2021 per le Euro 6. 

I nuovi incentivi stanno spingendo gli automobilisti a rottamare l’auto datata e comprarne una nuova a basso impatto ambientale: in cambio di uno sconto sul prezzo d’acquisto, si rottama il vecchio veicolo in proprio possesso (immatricolato prima del 1° gennaio 2011 e che sia di classe inferiore alla Euro 6) per comprarne uno nuovo, a patto naturalmente di rispettare i requisiti previsti dalla normativa. 

Solo un centro di raccolta autorizzato può procedere alla demolizione del veicolo, da contattare personalmente o attraverso un concessionario. L’intestatario del veicolo deve sapere quali documenti servono per la rottamazione dell’auto prima di avviare la procedura.

Quali documenti per rottamare l’auto

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Rottamare un’auto è un procedimento piuttosto semplice e non molto costoso, basta sapere cosa fare e cosa serve:

  • se si vuole demolire un veicolo perché si è intenzionati a comprarne uno nuovo, allora basta consegnare quello vecchio alla concessionaria;
  • se vogliamo procedere alla rottamazione invece senza comprare una nuova auto, bisogna consegnare l’auto vecchia ad un centro di raccolta autorizzato.

Nel caso in cui ci affideremo al concessionario, quest'ultimo avrà 30 giorni per consegnarla a un demolitore, e presentare la richiesta di “cessazione della circolazione per demolizione” in modo che il veicolo venga cancellato dal Pubblico Registro Automobilistico (PRA).

In ogni caso, al momento della richiesta di rottamazione, l’intestatario deve depositare al concessionario o all’autodemolitore:

  • Targa anteriore e posteriore
  • Carta di circolazione
  • Certificato di proprietà (oggi rilasciato esclusivamente in formato digitale)

In caso di furto o smarrimento dei documenti appena elencati, sarà sufficiente presentare la relativa denuncia di furto o smarrimento o la dichiarazione sostitutiva di resa denuncia.

Dovrà inoltre esibire un documento di riconoscimento tra patente, carta d’identità e passaporto. 

Ultimo passaggio molto importante, sia il demolitore che il concessionario sono obbligati a consegnare il certificato di rottamazione. È un documento estremamente importante, in quanto esonera il proprietario del mezzo da ogni responsabilità civile, amministrativa e penale e lo esenta dall’obbligo del pagamento del bollo secondo le disposizioni di ciascuna regione o provincia autonoma.

Il documento deve contenere tutti i seguenti dati per procedere con l’operazione:

  • nome e cognome del proprietario o di chi detiene l’auto;
  • indirizzo del proprietario o di chi detiene l’auto;
  • numero di registrazione e firma del titolare legale dell’impresa del certificato;
  • indicazione dell’autorità che rilascia l’autorizzazione all’impresa;
  • data e ora del rilascio del certificato e della presa in carico dell’auto;
  • gli estremi dell’auto da rottamare: il numero di telaio, il modello, la marca, la targa e la classe;
  • l’impegno a richiedere la cancellazione dal PRA entro 30 giorni.

Risulta inoltre molto importante, prima di procedere alla demolizione, richiedere una visura targa volta a verificare l’assenza di fermo amministrativo sulla vettura che verrà rottamata. Non è infatti possibile rottamare un veicolo con fermo amministrativo.

Dopo la rottamazione, avviene la cancellazione del veicolo dal PRA. Il Pubblico Registro Automobilistico rilascia il certificato di demolizione digitale, a cui accedere tramite un codice alfanumerico fornito dal centro autorizzato o dal concessionario. A svolgere la pratica al Pubblico registro automobilistico è lo stesso demolitore.

Rottamazione e bonus mobilità

Non legato strettamente alla legge finanziaria è invece una misura collegata al bonus mobilità: si tratta di un incentivo da 1.500 euro per chi rottama tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2021 un'auto omologata fino alla classe Euro 3 oppure da 500 euro per chi rottama motocicli omologati fino alla classe Euro 2 ed Euro 3 a due tempi, a patto che si acquisti uno dei mezzi previsti dal bonus mobilità o un abbonamento al trasporto pubblico. In particolare parliamo di:

  • abbonamenti al trasporto pubblico locale o regionale;
  • biciclette anche a pedalata assistita;
  • veicoli per la mobilità personale a prevalente propulsione elettrica;
  • servizi di mobilità condivisa a uso individuale.

Il bonus può essere utilizzato nei successivi 3 anni dalla data della rottamazione. Oltre all’intestatario del veicolo rottamato il bonus può esser sfruttato anche dai conviventi nel limite massimo del suo ammontare complessivo.

Questa misura non riguarda tutti, ma solo chi risiede nelle aree sottoposte a procedure di infrazione Ue per il superamento delle soglie di inquinamento. Parliamo quindi di Lazio, Liguria, Lombardia, Molise, Piemonte, Sicilia, Toscana e Veneto. Ai consumatori che possiedono i requisiti conviene affrettarsi, le risorse destinate al buono mobilità sono limitate.

Quanto costa rottamare un’auto e a cosa fare attenzione

Anche se il servizio di rottamazione vero e proprio è gratuito, la legge prevede che vadano pagate:

  • 13,50 euro di emolumenti Aci;
  • 32 euro di imposta di bollo se si utilizza il certificato di proprietà come nota di presentazione oppure 48 euro se si utilizza il modello NP3B.

Se invece la rottamazione auto avviene tramite il concessionario in concomitanza con l’acquisto di un nuovo veicolo a basso impatti ambientale non ha alcun costo, è probabile che la spesa rientri nel conteggio complessivo e di conseguenza l’acquirente non deve affrontare spese vive.

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